La notizia non è che, come ha titolato ieri Repubblica on line, “Gli studenti contestano il ministro Profumo”  (http://torino.repubblica.it/cronaca/2012/05/10/news/gli_studenti_ contestano_profumo_chiediamo_diritti_ci_danno_polizia-34868828) oppure, come ha titolato La Stampa on line, “Caos al Lingotto. Gli studenti protestano” (http://multimedia.lastampa.it/multimedia/torino/lstp/143547).

No, quella vera è che un gruppo di studentesse e studenti della nostra università – tra i quali un Senatore e il presidente del Senato studenti, Marco Viola e Nicola Malanga – sono stati presi a manganellate dalla polizia senza alcun atto che minimamente provocasse una tale violenza. Le testimonianze e i video dell’episodio sono prove evidenti che a essere aggredito dalle forze dell’ordine è stato il dissenso che gli studenti volevano esprimere. Un dissenso civile e legittimo, garantito anche da accrediti al convegno al quale partecipava il ministro Profumo: accrediti tolti all’ultimo momento con la curiosa giustificazione che sarebbero stati concessi a studenti violenti. Gravissimo che sulla base di infondate illazioni la Polizia di Stato abbia ritenuto di intervenire, di fatto realizzando la predizione degli organizzatori del convegno che così scrivevano pubblicamente il giorno prima della manifestazione “Un gruppo di violenti appartenenti a Studenti Indipendenti era riuscito ad accreditarsi al convegno di domani. Saranno felici di trovare all’ingresso la Polizia invece del pass d’entrata. I loro accrediti sono stati annullati e i loro nomi in mano alla Questura di Torino.”

Il Coordinamento dei Ricercatori dell’Università di Torino Rete 29 Aprile esprime tutta la propria solidarietà agli studenti sia per l’aggressione subita sia per la civiltà della loro azione che dovrebbe ricordare a tutti che essere cittadini significa partecipare, protestare per ciò che si ritiene ingiusto ed essere garantiti nei propri diritti fondamentali. Ogni manganellata e’ stato un colpo sulla liberta di espressione, sullo spirito critico, laico e democratico che tutti i giorni anima le nostre aule, le nostre lezioni e il dialogo costante con gli studenti e le studentesse. Perciò pretendiamo una ferma presa di posizione da parte del Rettore e degli organi della nostra Università.

Quel dissenso “è” la democrazia e se dobbiamo presidiarlo lo faremo a fianco degli studenti e a fianco di tutti coloro che pensano che un’Università pubblica, libera e aperta ha il compito primario di educare a una cittadinanza attiva e consapevole, al dialogo e al rispetto di tutte le opinioni, al dissenso e al diritto di ribellione come forma alta e indispensabile di democrazia. Per questo oggi siamo tutti Studenti Indipendenti.

Per il Coordinamento Ricercatori UniTo Rete29Aprile

 

Alessandro Ferretti

Bruno Maida

Domenica Marabello

Silvia Pasqua