MOZIONE DEL CONSIGLIO DELLA FACOLTA’ DI INGEGNERIA
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PADOVA
(seduta straordinaria del 15 luglio 2010)

Il Consiglio della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova ha già manifestato, nella seduta del 25 marzo 2010, forti perplessità e riserve su alcuni contenuti del DdL 1905, all’esame delle Camere. In
particolare, il CdF ha condiviso la preoccupazione dei Ricercatori per il fatto che l’introduzione della nuova figura di Ricercatore a tempo determinato limiterà fortemente le loro possibilità di progressione
di carriera e conseguentemente ha assunto l’impegno di non bandire posizioni di questo tipo se non come scelta obbligata.

Il Consiglio prende atto che molti Ricercatori a tempo indeterminato della Facoltà, in segno di protesta verso la situazione che si viene delineando attraverso il DdL 1905, hanno dichiarato di non assumere la titolarità di insegnamenti previsti nei Manifesti degli Studi, con la rinuncia al loro diritto di richiedere lo stato di Professore Aggregato. Condividendo le motivazioni della protesta, molti Professori Ordinari e Associati hanno espresso la propria indisponibilità a tenere gli insegnamenti lasciati vacanti dai Ricercatori.

Il Consiglio prende altresì atto che si è diffuso, a seguito dei contenuti della manovra economica attualmente all’esame del Parlamento (D. L. n. 78 del 31 maggio 2010), un forte sdegno tra i docenti. Infatti, nella parte relativa all’Università, i provvedimenti previsti si traducono in una penalizzazione a carattere permanente (in alcuni casi maggiore del 20%), molto superiore a quanto accade per altre categorie, con effetti che si protrarranno addirittura sul trattamento di fine rapporto e sul trattamento pensionistico.
Il Consiglio rileva altresì che alcuni aspetti dell’insieme di interventi attuati o prospettati negli ultimi anni (blocco del turn-over, taglio dell’FFO, riduzione dei fondi di ricerca ministeriali, rallentamento delle procedure concorsuali) comportano uno svilimento del ruolo dell’Università e della figura del docente universitario. Osserva con rincrescimento che ciò sta facendo venire meno un’apprezzata caratteristica che da sempre ha contraddistinto la Scuola di Ingegneria dell’Ateneo patavino, ossia la generale disponibilità dei docenti ad un impegno didattico ben superiore a quanto i compiti istituzionali richiedono. Ciò aveva finora sempre consentito alla Facoltà di predisporre un’offerta formativa ampia, qualificata e bene articolata, nonostante le limitazioni nella quantità delle risorse disponibili. Nelle ultime settimane questa situazione di estremo disagio ha portato anche parecchi Professori a dichiarare che non sosterranno compiti didattici aggiuntivi rispetto a quelli istituzionali già a partire dal prossimo Anno Accademico.

Infine, un’ulteriore conseguenza della situazione generale dell’Università e in particolare della manovra finanziaria in discussione è rappresentata dal gran numero di pensionamenti anticipati, che mettono ulteriormente in crisi l’offerta didattica.

Alla luce di ciò, il Consiglio di Facoltà prende atto che i Manifesti degli Studi per l’A. A. 2010/2011, già approvati nella seduta del 29 aprile u.s. presupponendo la usuale disponibilità di risorse di docenza, risultano non più sostenibili.

Pertanto, data l’eccezionalità della situazione che si è venuta a creare, il Consiglio di Facoltà:
• delibera di sospendere i Manifesti degli Studi già approvati nella seduta del 29 aprile 2010;
• chiede il rinvio delle pre-immatricolazioni a una data successiva al Consiglio di Facoltà che sarà
convocato in seduta straordinaria all’inizio di settembre;
• chiede l’abolizione delle prove di accesso già calendarizzate;
• chiede di ritardare l’inizio delle lezioni del nuovo Anno Accademico;
• dà mandato al Preside di coordinare le azioni di protesta della Facoltà a livello locale e
nazionale;
• chiede al Rettore di promuovere analoghe azioni di coordinamento a livello degli Atenei
italiani.

Il Consiglio di Facoltà, infine, delega il Preside ad esprimere in tutte le sedi istituzionali e presso i mezzi di comunicazione di massa i contenuti del presente documento, nelle forme che riterrà più opportune ed efficaci, come espressione della forte preoccupazione della Facoltà per la situazione sopra delineata, i cui effetti negativi si proietteranno sull’efficacia della didattica e della ricerca.